Nel giorno di San Valentino, una riflessione contro tendenza sui Sentimenti veri

Lo so cosa state pensando: 

Oh no, l’ennesimo post su San Valentino, la festa degli innamorati. 
Non se ne può più!

E, in effetti, la festa di San Valentino è ormai davvero inflazionata e, puntuali come le frasi smielate sui Baci Perugina, fioccano post di derisione, frasi provocatorie, polemiche dei single discriminati e polemiche sulle polemiche dei single discriminati. 

Ebbene, io dico no alle facili ironie sul giorno degli innamorati, anzi: il giorno dell’Amore!

Perché è troppo facile ridere dei Sentimenti, accusarli di essere banali, scontati, ipocriti. 

È troppo facile lanciare l’hashtag “Cornuti e contenti“, come se fosse risibile il fatto che due persone possano amarsi davvero, con tutto il cuore e -perché no?- anche con il cervello, la pancia e le mani

Io dico no alla risibilità della festa che celebra i Sentimenti, almeno una volta l’anno.
Dato che esistono tante cose brutte al mondo, perché, ogni tanto, non ci soffermiamo ad apprezzare anche quelle belle?

Il mio invito, in questo 14 Febbraio, è quello di soffermarsi un attimo a riflettere davvero sulla difficoltà di parlare dei Sentimenti in modo sincero, senza ricorrere alla facile e sicura ironia, senza limitarsi a dire:

Non ne parlo, perché è troppo banale. 

Non è mai banale esprimersi, tanto meno quando ciò che vogliamo comunicare viene dal profondo della nostra sensibilità.

E per quanto oggi tutto sia ridotto al commercializzabile, alle emozioni in scatola, ai buoni sconto sugli affetti preconfezionati, io a gran voce lo voglio ricordare: 

Scongelate i cuori a San Valentino!
A ridere e deridere si fa presto,
ma per parlare di Sentimenti autentici ci vuole coraggio!

Alessia

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Alessia Pellegrini

Studentessa di lettere e coltivatrice di sogni. Li annaffio, li nutro e mi addormento con loro alla sera. In questo spazio parlo delle mie passioni, in particolare di scrittura creativa e scrittura per il web. Amo imparare, sperimentare e crescere, pur rimanendo sempre un po' bambina.

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