“Impara a imparare”: come avere una mente che capta gli stimoli e coglie tutte le idee del mondo intorno a noi

Una mente brillante, ricettiva e predisposta a imparare è la caratteristica fondamentale per migliorarsi e crescere, in qualunque campo vi troviate a operare.
Imparare, secondo me, è un atto diverso dal più comune “studiare”, perché non si tratta di mettersi sopra un libro e assimilare informazioni in ore e ore di affannosa lettura. 
Non per nulla il detto recita:

Impara l’arte e mettila da parte.

Imparare significa apprendere qualcosa in maniera più profonda, per poterlo tenere da parte e riutilizzare come risorsa vitale nel nostro bagaglio di conoscenze.
La nostra formazione dunque non deve per forza essere strettamente accademica: non serve una laurea per avere una mente predisposta a imparare, ma anzi a volte un eccesso di erudizione può sortire l’effetto opposto.
Ho conosciuto molti studenti “chiusi” a forme di sapere diverse da quelle canoniche, ottusi nel dover sempre necessariamente classificare le esperienze formative in “di serie A” o “di serie B“.

Personalmente, credo che il mio desiderio di imparare nasca da due componenti fondamentali del mio carattere:

  1. La curiosità. Come Alice nel suo paese delle meraviglie, sono sempre curiosa di sapere tutto (o quasi tutto) e non mi perito a chiedere ulteriori informazioni, se l’argomento è di mio profondo interesse. La timidezza viene in secondo piano, di fronte alla curiosità!
  2. L’annoiarmi facilmente. Mi stanco ben presto delle novità, se queste non riescono a rinnovarsi e coinvolgermi con nuovi spunti vitali. Per questo ricerco nuove materie in cui formarmi, nuovi contenuti da assaporare, nuovi cibi, nuovi profumi. 
    “Nuovi”, certo, ma fino a un certo punto, giacché non amo troppo avventurarmi in quei settori che non stimolano il mio interesse.

Orbene! Ora basta parlare di me, ma passiamo ai consigli pratici per mantenere la mente attiva, predisposta all’apprendimento in ogni momento della giornata, anche nelle piccole azioni quotidiane.
Si tratta di imparare a recepire gli stimoli che il mondo costantemente ci fornisce. Anzi, c’è da dire che ce ne sono anche troppi, di stimoli, ma io non parlo necessariamente di pubblicità o invadenti condivisioni Social: parlo anche e soprattutto di tutte quelle idee che ci passano accanto timidamente e che magari noi, per ottusità o pigrizia, non riusciamo a cogliere. 

Apriamo la mente e facciamo cambiare aria ai pensieri! 

3 trucchi per imparare a imparare: come mantenere una mente predisposta ad apprendere e recepire gli stimoli

  1. Chiudi gli occhi e apri la bocca.
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    Chi non ha mai sentito questa frase quando, da bambino, non voleva mangiare qualche orrido cibo offerto dai genitori? 
    Il concetto chiave è che non bisogna fare gli schizzinosi di fronte all’ispirazione, ma essere, almeno all’inizio, “di bocca buona“. 
    Perché escludere a priori un campo di indagine, solo perché ci sembra indegno della nostra attenzione?
    Da parte mia, ho imparato e imparo moltissimo da persone molto eterogenee, siano esse del mio settore, oppure di ambiti totalmente diversi.Vi faccio alcuni esempi di persone da cui “traggo spunto”: la mia vicina di casa, i muratori che sono venuti a spaccare mezza cucina, perfino mio fratello, così diverso da me, e i ragazzi svogliatelli a cui do lezioni di latino o italiano.
    Certamente le mie conoscenze sugli argomenti specifici che stiamo trattando sono maggiori, ma ciò non significa che loro non possano insegnare qualcosa a me: sull’amicizia, la lealtà, la frustrazione o la speranza.Chiudersi agli stimoli esterni perché reputiamo la fonte “di serie B” può farci perdere occasioni importanti per la nostra formazione umana e professionale.
    In una fase successiva, ovviamente, potremo fare una selezione, ma per il momento teniamo la mente predisposta all’apprendimento. 
  2. Ficca il naso.
    come mantere la mente predisposta a imparare
    C’è una frase molto famosa sui Social da un po’ di tempo a questa parte, che recita:

    La vita è troppo breve per essere timidi ai buffet.

    Applichiamola alla ricezione degli stimoli e delle idee intorno a noi. Se c’è qualcosa che non vi torna, o su cui vorreste sapere di più, perché non chiedere? Con educazione, rispetto delle circostanze e di chi vi sta di fronte, ma non esitate. Non siate timidi.
    Le domande non sono mai stupide e, in fondo, anche se lo fossero, che vi importa? Non sarete brutalmente picchiati per la vostra curiosità, ma al massimo ripresi con un po’ di stizza dal vostro interlocutore.
    Per apprendere, bisogna lanciarsi, o meglio, aprirsi e diventare onnivori fruitori di informazione

  3. Impara per insegnare, ovvero insegna per imparare.
    impara per insegnare

    Facciamo un esempio pratico: tu e il tuo caro amico avete due inviti per una festa esclusiva a cui tenete moltissimo, che vi entusiasma da mesi e mesi. All’ultimo momento, l’amico ti chiama: ha la febbre a 40 e tra un delirio e l’altro si scusa desolato di non poter venire. Ti lascia con questo rantolo: “Poi devi raccontarmi tutto per filo e per segno!“.
    Con la consapevolezza che il tuo sventurato compagno vorrà un resoconto dettagliato della serata, farai ancora più attenzione ai dettagli, registrerai ogni piccolezza, o qualsiasi episodio particolare o divertente. 
    Questo avviene quando pensiamo che ciò che stiamo imparando ci servirà nel concreto, è un contenuto o un’esperienza che dovremo rielaborare in modo personale e condividere con altri.
    Il nostro cervello si attiva in modo peculiare, fa caso a qualcosa che forse in altro modo sarebbe sfuggito.
    Si tratta di prestare un’attenzione potenziata a ciò che facciamo o ci troviamo a imparare.
    Ciò funziona nello studio (è per questo che, insegnando, ho imparato a volte molto più che da ore di studio sui libri, annoiata e distratta), ma anche in ogni piccola attività quotidiana. Pensate a una ricetta di cucina. Se, mentre la state preparando, vi immaginate di doverla rispiegare ai vostri lettori, o ai vostri amici, allora fisserete in mente meglio le dosi, il procedimento, qualche consiglio per cuocerla al meglio e qualche piccolo errore da evitare, la prossima volta. La predisposizione della mente a imparare viene potenziata dalla consapevolezza di dover rispiegare, rielaborare ciò che stiamo recependo.


Provate! La prossima volta che siete ai fornelli, ricordatevi di me e pensate: 

Devo spiegare ad Alessia come ho preparato questa torta di mele. Ora mi fisso in mente dosi e procedimento!

Ho letto che se diciamo alla nostra mente di fare attenzione a qualcosa, il nostro cervello si predispone a recepirla meglio. Ciò funziona per memorizzare, ma perché non applicarlo anche nel trovare ispirazione e imparare?

Se vi sono piaciuti questi miei trucchi per mantenere una mente predisposta ad apprendere, fatemelo sapere per commento.
E voi, quali “tattiche” usate per recepire tutti gli stimoli che ci circondano?

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Alessia Pellegrini

Studentessa di lettere e coltivatrice di sogni. Li annaffio, li nutro e mi addormento con loro alla sera. In questo spazio parlo delle mie passioni, in particolare di scrittura creativa e scrittura per il web. Amo imparare, sperimentare e crescere, pur rimanendo sempre un po' bambina.

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