Fare programmi mi dà energia, voglia di fare e motivazione! Scherzavo: mi mette ansia.

Che vi devo dire? Io sono una persona ansiosa.
No, non di quelle che dicono scherzosamente “che ansia” quando gli parli di due che hanno deciso di andare a vivere insieme dopo 5 anni di fidanzamento.

Bazzecole! Sono un’ansiosa cronica di ben altri livelli.

Pensare alle cose da fare mi mette ansia.
E non parlo solo delle incombenze lavorative o dello studio all’università. Insomma, non mi mettono ansia solo le cose che notoriamente sono considerate “negative” e stressanti, come lavorare, studiare, fare le faccende domestiche, un esame, un colloquio di lavoro ecc…

Ovviamente in queste situazioni l’ansia è potenziata e va a mille, ma ciò non significa che io non provi ansia anche per tutto il resto! 😆

In poche parole, anche pensare di incontrare degli amici a una determinata ora genera in me un po’ di ansia (cosa mi metto? a che ora parto di casa per essere lì puntuale? meglio partire mezz’ora prima, in caso di traffico/ritardi del treno).
Questo fa sì che io non mi goda propriamente l’attesa del lieto evento, ma inizi a preoccuparmene molto moooolto prima e del tutto inutilmente, dato che nessuno farà caso alla mia logorante ansia (e di solito arrivare mezz’ora prima agli appuntamenti è del tutto inutile!).

Di conseguenza, fare programmi mi mette ansia. Ovviamente un po’ di organizzazione è necessaria, anzi indispensabile, soprattutto quando parliamo di studio e lavoro. 
Tuttavia in questo mondo in cui programmare, fare progetti e dare scadenze è considerato indice di maggiore produttività, io mi sento un pesce fuor d’acqua.
Quando sento dire “Se ti organizzi bene, la giornata non ha 24 ore, ma 30!” io vengo assalita dall’ansia: 6 ore di ansia in più al giorno!

Altre cose che mi mettono ansia sono:

  • sapere in anticipo che cosa mangiare ogni giorno, secondo una dieta ben bilanciata
  • fare l’elenco dei libri da leggere durante l’anno e prefissarmi un numero minimo a cui arrivare (solo a scriverlo vi giuro che mi viene la tachicardia! A voi non succede? Se vi interessa l’argomento, date un occhiata al mio precedente articolo sulla professione di fashion book blogger). 
  • Cercare (e non trovare) parcheggio per la macchina.
  • Rifare la valigia per tornare a casa, con la paura di dimenticare qualcosa in albergo.
  • vedere le scrivanie e librerie altrui ordinate e composte come in un arredamento all’Ikea, mentre la mia scrivania è un’esplosione di fogli, blocchetti, libri, quaderni, borse piene di altri libri, penne, lapis, evidenziatori e… ok fermiamoci qui!

Anche scrivere questo articolo sull’ansia mi sta mettendo, a lungo andare, un po’ d’ansia. 
E quanto invidio chi è immune da tutte queste preoccupazioni, chi non si fa problemi e vive tranquillo i tanti bei momenti della vita!

Chi è il vero colpevole? Mia mamm… ehm, il mondo!

Col passare degli anni mi sono resa conto di una cosa…
Non sono io ad avere l’ansia, è il mondo che mi fa diventare ansiosa: con le sue mode, regole, norme, tutorial, corsi motivazionali, pubblicità in ogni dove, modelli a cui uniformarsi, scalette da seguire.

Come scrive Alda Merini:

Mi sveglio sempre in forma e mi deformo attraverso gli altri

È quando cerco di tradire la mia natura che provo ansia e frustrazione, quando mi convinco di volere qualcosa solo perché la vogliono gli altri, di dover agire in un certo modo perché quella è la regola comunemente condivisa.

Mi ricorda una volta, alle elementari, quando a pranzo con i miei genitori esordii con questa confessione:
“A me piace Christopher”. 
Non era vero, non mi piaceva nessuno. Eppure tutte avevano una cotta per qualche compagno e allora io avevo deciso di prendere in prestito il ragazzo che piaceva alla mia migliore amichetta.
Mi sentivo fiera e uniformata, parte del gruppo, perfettamente integrata nella normalità delle mie coetanee.

Ma poi mia mamma mi guardò molto stupita e semplicemente mi chiese:

“Davvero?”

Ma come? Si poteva mettere in dubbio questa affermazione? Beh, no, non era vero… ma perché instillare il dubbio?
Grazie mamma, per avermi sempre fatto dubitare dei luoghi comuni e delle convinzioni condivise. 
Grazie per avermi insegnato l’importanza di pensare con la propria testa, di seguire i propri ritmi, idee, convinzioni, ideali anche se sono “fuori moda “.

Perché in fondo un po’ tutti… siamo fatti della stessa sostanza di cui è fatta l’ansia!

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Alessia Pellegrini

Studentessa di lettere e coltivatrice di sogni. Li annaffio, li nutro e mi addormento con loro alla sera. In questo spazio parlo delle mie passioni, in particolare di scrittura creativa e scrittura per il web. Amo imparare, sperimentare e crescere, pur rimanendo sempre un po' bambina.

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