La conoscete? I cigni selvatici è il titolo di un racconto di Hans Christian Andersen, il celebre inventore di fiabe, padre de La Sirenetta e Il soldatino di stagno.

La fiaba dei cigni selvatici parla di una giovane a cui sono stati sottratti gli 11 fratelli, trasformati in cigni per incantesimo.
Per ristabilire l’ordine e sciogliere il maleficio, Elisa dovrà cucire 11 camicie di ortica, cogliendola lei stessa con le sue mani, lavorando ininterrottamente e, soprattutto, con un divieto da non infrangere, pena la morte: il divieto di parlare.

Ma ricorda bene che dal momento in cui inizierai questo lavoro, e fino a quando sarà terminato, anche se dovessero passare degli anni non dovrai parlare. 

La forzata assenza di espressione e la caparbia ostinazione si fondono, in un racconto dolce-amaro, che ci ricorda quanto l’amore a volte sia fatto anche di sacrificio.
Oppure, se volete, ci ricorda quanto nessun sacrificio possa dirsi veramente tale, se è fatto per amore.

gli undici cigni selvatici

Oggi vorrei quindi parlarvi degli undici cigni selvatici, o, per meglio dire, le undici camicie d’ortica che tutti noi siamo costretti a cucirci a mani nude, quando decidiamo di inseguire il nostro sogno.
Vaneggiarlo, immaginarlo, pregustarlo è un dolce passatempo, ma impegnarsi sul serio, per rendere quel sogno reale, beh, quello è un altro paio di maniche… di camicia!
Ecco gli undici piccoli grandi ostacoli che ti troverai davanti quando vorrai davvero rimboccarti le maniche e inseguire i tuoi obiettivi.

Le undici camicie d’ortica del sognatore

1. Tempo. Ti scontrerai con il tempo che manca, il tempo che passa troppo in fretta, il tempo che non passa mai, quando vorresti finire i tuoi doveri e dedicarti alle tue passioni.
Dovrai ritagliare e cucire il tuo tempo, nei giorni di festa, dopo cena, anche nella stanchezza, perché chi ama non conosce orari. 

2. Spazio. Dovrai farti piccolo piccolo nel tuo cantuccio tra le ortiche, per cucire laborioso le fila dei tuoi progetti. 

3. Amare in silenzio. A volte i tuoi amici e affetti più cari non capiranno che cosa fai, perché lo fai, perché togli loro tempo e attenzioni. Dovrai spiegare -ma a volte, come Elisa, non potrai- che tutto questo lo fai per amore. 

4. Discredito. Il popolo, giudicando la muta Elisa una minaccia, la condannò con crudeltà alle “fiamme rosse”. Così potranno arrivare le critiche, insieme alle ortiche, da parte di chi non comprende, o vuole svilire il tuo lavoro.

5. Invidia. A parlare non saranno solo le buonelingue. Con invidia e cattiveria, anche chi ti sta più vicino potrà ostacolarti solo per il gusto di farlo, non perché non ti ammiri, ma forse proprio per questo. Chi ha poca luce in sé, ama oscurare chi ne ha troppa.

6. Un lavoro interminabile. Arrivata alla decima e penultima camicia, Elisa rischiò di non poter terminare la sua missione, vittima della condanna a morte.
Spesso la mancanza di risultati smorzerà il tuo entusiasmo; le cose potranno non andare come vorresti. Ma nella vita, come nelle fiabe, c’è sempre il lieto fine: dagli errori si può imparare.

7. Graffiarsi. Cucendo l’ortica, succede. Ti potrai graffiare nell’affrontare sfide per cui ancora non sei pronto, che comporteranno sforzi troppo grandi, magari per un errore ingenuo di valutazione. Eppure solo cercando di superare i nostri limiti, possiamo guadagnarci nuovi orizzonti.

8. Il bisogno di concretezza. 

Noi fratelli -disse il maggiore- voliamo come cigni selvatici finché il sole è in cielo; quando è calato riprendiamo le nostre sembianze umane, perciò al tramonto dobbiamo sempre preoccuparci di avere un luogo dove posare i piedi; perché volando fra le nuvole, come uomini cadremmo nell’abisso.

Inseguire i propri sogni è un vero e proprio mestiere, tuttavia non è un vero mestiere. Inizialmente avrai bisogno di dedicarti al lavoro vero, che ti toglierà tempo ed energia, ma sarà per te indispensabile sostentamento. 

9. La taglia sbagliata. Le camicie che cuci (i sogni che insegui) a volte non saranno della tua taglia, ma andranno giusti giusti a un altro sognatore, che magari ha lavorato meno, che forse si è impegnato più superficialmente, eppure ha ottenuto un successo inatteso. Questo non deve essere per te fonte d’invidia, bensì stimolo a continuare. Si tratta solo della prova che i sogni possono davvero avverarsi!

10. Solitudine. Pensi che non sarai solo in questa impresa? Non è detto. Forse lo sarai, forse avrai qualcuno a sostenerti in questo percorso. Quel che importa, però, è che devi contare principalmente su te stesso, per dimostrarti che hai in te tutte le risorse che ti permetteranno di schiudere il tuo avvenire. 

11. Non solo undici camicie. La fiaba dei cigni selvatici non deve ingannarti: la tua strada non finisce al termine dell’incantesimo. Potrai, certo, diminuire il ritmo, ma non si può mai smettere di cucire. Non si può mai smettere di lottare per i propri sogni.

Allora che cosa ne pensi? Quali sono le tue undici camicie d’ortica?

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Alessia Pellegrini

Studentessa di lettere e coltivatrice di sogni. Li annaffio, li nutro e mi addormento con loro alla sera. In questo spazio parlo delle mie passioni, in particolare di scrittura creativa e scrittura per il web. Amo imparare, sperimentare e crescere, pur rimanendo sempre un po' bambina.

4 commenti

Tanja · febbraio 27, 2018 alle 9:18 am

Eh sì, tanta fatica, e il fastidioso solitario dover dribblare tra i giudizi altrui. Ma anche il senso che i sogno danno alla vita, quella lanterna sempre accesa, chiara davanti ai nostri occhi, che ci dà la direzione anche nella notte. Avere un obiettivo che si ama svisceratamente è un bene preziosissimo.

Martina · febbraio 27, 2018 alle 12:48 pm

Ho letto questa fiaba da piccola e me ne sono innamorata come del tuo articolo. Ottimo paragone, mi ci rispecchio molto!

Federica · febbraio 27, 2018 alle 1:30 pm

Bellissima storia e bellissimo articolo.
Nel mio caso casca proprio a proposito, dopo un momento di tentennamento sulla opportunità di inseguire il mio sogno: quello del mio blog e un altro progetto/sogno, che sto portando avanti da molti anni, di cui vedo i risultati, ma per cui non sono mancate critiche gratuite e disprezzo.

Adesso ho la forza per parlarne. Ne parlerò. Un giorno 🙂
Grazie.
Federica

FRANCESCA MARIA · febbraio 27, 2018 alle 1:34 pm

La fiaba non la conoscevo .. ma è davvero molto bella. Sembra la parobola della vita. Complimenti comunque anche a te che scrivi benissimo !!!

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