Coincidenza, premeditazione o fatalità? Oggi vi racconto una storia incredibile, anzi: immarcescibile

“Immarcescibile”. Ma voi l’avevate mai sentita come parola?
Io -devo essere onesta- no.
In 25 anni di vita, è la prima volta che la sento nominare, ma, come spesso accade, a distanza di soli due giorni me la sono ritrovata davanti agli occhi per ben due volte!

Come il buon vecchio Freud ricorda, la nostra mente di solito se ne sta per i fatti suoi, più o meno razionale e tranquilla, fino a quando un campanello dall’arme d’allarme non mette in moto il nostro subconscio irrazionale. Ciò spesso è dato da questo: dalla ripetizione, il ricorrere di uno stesso elemento che, proprio per la sua iterazione, appare di colpo sospetto. 

Facciamo un esempio del tutto inventato, come piace a noi. (Se vi piacciono gli esempi inventati, cliccate QUI. Se, magari, vi piacciono le gare coi carrelli, QUI). 
Mettiamo che una mattina, mentre uscite di casa per andare ad accertarvi che il cielo stia ancora in alto e il grigio asfalto ancora in basso, passi davanti a voi scodinzolando un cagnolino bianco
Se amate gli animali, penserete un normalissimo “Che carino” e poi rientrerete in casa.

Il giorno dopo, stessa storia: passa davanti a voi il cagnolino bianco.
“Oh, sei sempre qui!”, carezza, casa.

Giorno dopo ancora. Cielo, asfalto: cagnolino bianco. Sorriso, carezza, casa, ma… ma iniziate a domandarvi “Ma di chi sarà questo cagnolino bianco?“.

La storia si ripete e quel cagnolino inizia in qualche modo a insospettirvi, a darvi da pensare. 
Lo vedete tutte le mattine, sempre nello stesso momento e nello stesso luogo. A un certo punto, che lo vogliate o no, e a seconda del vostro grado di impressionabilità, nella vostra mente si affaccerò questo pensiero:

Questo cagnolino bianco appare proprio quando io esco di casa ad accertarmi della posizione di cielo e asfalto. 

Avrete così creato un rapporto di necessità tra l’atto di uscire e l’apparizione dell’animale, senza che, in realtà, le due cose siano minimamente connesse.
È lo stesso principio di quando troviamo l’abito o il libro che cercavamo in sconto pazzesco e pensiamo “Ma è stato fatto apposta per me!“.
Oppure quando usciamo da lavoro, piove e diciamo “Ecco, doveva aspettare che uscissi io per piovere!“.

In questo modo, inconsciamente, creiamo dei rapporti tra le nostre azioni e il mondo che ci circonda, dimenticandoci di quanto tutti noi, in realtà, siamo totalmente gratuiti e contingenti. E qui potremmo citare anche il buon vecchio Sartre, ma lasciamo stare…

Tornando a noi, a distanza di un giorno ho trovato la parola “immarcescibile” in due contesti del tutto diversi.
Vorrei tra l’altro sottolineare il fatto che la trovo davvero orribile come parola.
Comunque il suo significato è un oggetto o persona “che non marcisce”, imperitura, che non deperisce.
E i due contesti di “immarcescibile” in cui mi sono imbattuta sono:

  1. La puntata di “Caduta Libera”, il programma di parole condotto da Jerry Scotti su Canale 5. “Immarcescibile” era una delle parole da indovinare del gioco finale, che, per l’appunto, non è stata trovata.
    Dovete sapere che io non guardo quasi mai la tv, e soprattutto non ho mai occasione di vedere il programma di Jerry Scotti.
    Ma lì per lì non ci ho fatto caso…
  2. Un post di polemica su Linkedin. Oh oh oh, su Linkedin ci si diverte!
    Nascono faide, fazioni, corporazioni virtuali tanto accanite quanto inconsistenti. In particolare, mi sono imbattuta in un post molto provocatorio di un certo Tizio Caio e, tra i suoi commenti, un altro signore, Caio Tizio, ribatteva sarcastico con parole di fuoco: 

    Inutile che vi accaniate a commentare, non lo vedete che è solo un truffaldino impostore? Lo fa apposta di provocare polemiche.  È un propinatore di fandonie immarcescibile.

Io ho strabuzzato gli occhi! Ancora questa parola! Indubbiamente era qui per me, era una parola inventata per me, ribadita per me, inviatami dalla Divinità del Lessico per rimarcare nella mia mente il suo significato. 
Le parole, così come i concetti, si fissano meglio in mente, se vengono ripetuti. 

E così, per la seconda volta in due giorni, dopo 25 anni di muta esistenza, la parola “immarcescibile” è tornata a me attraverso vie impensabili. 
Potevo stupirmene in silenzio, con quel processo mentale involontario di cui io e Freud parlavamo poco fa, ma ho deciso di fare un passo ulteriore: se il rapporto di necessità tra me e la parola immarcescibile non sussiste, lo creerò io e darò un senso al nostro incontro fortuito (o forse no). 

Ecco dunque che ho deciso di scrivere questo articolo, dedicato a tutti coloro che, pazzi o geniali, si trovano spesso loro malgrado a pensare “Ma questo è stato scritto apposta per me!
Questa parola la dedico a noi, immarcescibili folli sognatori

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Alessia Pellegrini

Studentessa di lettere e coltivatrice di sogni. Li annaffio, li nutro e mi addormento con loro alla sera. In questo spazio parlo delle mie passioni, in particolare di scrittura creativa e scrittura per il web. Amo imparare, sperimentare e crescere, pur rimanendo sempre un po' bambina.

2 commenti

Roberto Sacramone · novembre 15, 2017 alle 11:05 pm

Complimenti per l’articolo.
Grazie a te ho imparato una parola nuova 🙂
Ma soprattutto penso che sia proprio come dici tu, le cose nella vita ti appaiono quando non te l’aspetti ed è proprio quello il momento di coglierle al volo, proprio come tu hai fatto appropriandoti della parola “immarcescibile” e scrivendoci sopra un bel post.
Buona serata
🙂

    Alessia Pellegrini · novembre 17, 2017 alle 9:40 am

    Grazie Roberto, il tuo commento mi fa davvero molto piacere. Ogni fase, incontro o evento della nostra vita può darci spunto per crescere o riflettere. Questa brutta parola lo ha fatto! 😀

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