Ricominciare dopo una lunga assenza

Devo ammetterlo, non sono stata completamente sincera con voi.
Ho professato a lungo, sul web e nella vita reale, l’importanza di esprimersi, coltivare il dialogo con noi stessi attraverso le più sincere ed elette parole. Ma, in fin dei conti, sono stata proprio io ad abbandonare quella strada, la strada dell’espressione.

L’ultimo articolo su questo blog risale a Novembre 2018. Ne è passato di tempo eh?
E potrei dire di non aver avuto tempo materiale per dedicarmi alla pubblicazione di articoli, potrei descrivere le bozze iniziate e lasciate per sempre nel limbo dell’incompiuto. Potrei inventare rocambolesche avventure vissute in questo periodo di silenzio, per giustificarmi o per trasmettere un messaggio positivo della serie:

Non mi sono dimenticata di voi, stavo lavorando a importanti e segretissimi progetti destinati a cambiare il mondo!

Ma sapete qual è la verità? La verità è che, semplicemente, ho esaurito le parole. Proprio così: è venuta meno l’esigenza di espressione, si è prosciugata la mia vena creativa, si sono atrofizzate le idee, ho visto passare la Primavera dimenticando di annaffiare i germogli del pensiero.
E quindi addio idee fresche, addio fioritura creativa. Al suo posto solo stasi, silenzio e abbandono.
Dovrei dire che sono stata triste per questo? Sì, forse dovrei, ma ho detto che voglio essere sincera con voi, e quindi ormai dobbiamo andare fino in fondo!

Abbasso l’horror vacui

Ho atteso a lungo per scrivere questo post, perché sentivo l’esigenza di dare delle spiegazioni e quelle spiegazioni, però, tardavano ad affacciarsi alla porta della mia consapevolezza.

Perché non scrivo più? Perché non ho idee? Perché mi sembra tutto così inutile e insensato?

Soltanto adesso ho capito una cosa banale quanto fondamentale, ovvero che non ha importanza il motivo per cui l’esigenza espressiva non arrivava a me, quanto il fatto stesso che tale esigenza momentaneamente non si presentasse.
In altre parole, non dovevo vivere questa “vacanza” come una “mancanza”: si trattava semplicemente di un vuoto, ma non necessariamente un vuoto oscuro di cui aver timore.
Un vuoto da accogliere a pieno diritto nella propria esistenza fatta di alti e bassi, fatta di pieni e vuoti. 
Un vuoto da vivere e non da giudicare. Una fisiologica pausa necessaria e inevitabile.

Così, anziché cercare di riempire di parole sterili questo vuoto, ho preferito tacere, e questo blog ha vissuto la sua lunga “vacanza”, perché semplicemente non aveva niente di rilevante da dire. Era tempo di stare in silenzio, ed ascoltare.

Modalità Input/Output

Input e Output. Così io definisco due modalità con le quali affrontiamo, periodicamente, la vita di tutti i giorni.
Quella di input consiste nell’immagazzinare immagini, parole, pensieri, emozioni, letture, esperienze. Quando siamo in “modalità input” abbiamo bisogno di ricevere stimoli dall’esterno.

Alcuni esempi: 

  • nuove letture
  • nuove conoscenze
  • esperienze mai vissute prima (nuovi sport, viaggi, attività avventurose e ricche di adrenalina)
  • film, spettacoli, mostre e concerti

Possiamo classificare come “input” tutto ciò che riguarda la ricezione e l’interazione più o meno “passiva” con il resto del mondo.

La modalità Output è, invece, successiva e collaterale: consiste nel produrre a nostra volta – e condividere – stimoli, pensieri, commenti, idee.

La differenza sostanziale tra modalità Input e Output è quella che intercorre tra ricezione e produzione.

Come sempre, poi, nella vita le distinzioni non sono mai così nette: non si è mai esclusivamente in una delle due modalità, ma anzi questi due stati coesistono e condividono i vari periodi della nostra vita distribuendosi in diverse percentuali.
In altre parole, non siamo mai totalmente al 100% “input” (pronti a ricevere ricevere ricevere) o al 100% “output” (desiderosi soltanto di dare dare dare).

In questi ultimi mesi posso dire di essere stata al 75% input e al 25% output.

Ho deciso di intraprendere nuove strade: un nuovo lavoro, nuove esperienze che mi ero preclusa per paura, un percorso di coaching che mi sta dando una nuova prospettiva su me stessa e sul mio modo di rapportarmi al mondo.

Ogni nuova lettura, conoscenza, esperienza di “input” ha contribuito e sta continuando a contribuire a bilanciare nuovamente la modalità “output”. 
Ed è a questo punto che è nato questo post, una piccola “produzione” dopo una lunga pausa -o per meglio dire, intervallo – di silenziosa ricettività.

E tu, in quale modalità ti senti in questo periodo della tua vita?

Percentuale maggiore input o output? Quali stimoli senti di dover ricevere o, viceversa, quali idee o pensieri hai bisogno di esprimere?

Un abbraccio,

Alessia

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Alessia Pellegrini

Studentessa di lettere e coltivatrice di sogni. Li annaffio, li nutro e mi addormento con loro alla sera. In questo spazio parlo delle mie passioni, in particolare di scrittura creativa e scrittura per il web. Amo imparare, sperimentare e crescere, pur rimanendo sempre un po' bambina.

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