Nella scrittura (e non solo) la paura di sbagliare rischia di bloccarci, attanagliarci nella sua morsa e privarci del respiro.
Ecco perché è importante parlare della paura. 

In questo periodo la paura mi perseguita. Credo che ciò dipenda da varie cause: ho definitivamente terminato i miei studi universitari, sto affrontando nuove sfide in ambito lavorativo e personale, mi sto confrontando sul web riguardo a questo tema con persone stimolanti, che non hanno paura di parlare della paura

[Il riferimento è alla diretta tenuta da Serena Battaglia e Carlotta Zaina sul gruppo “Multipotenziale Italia”. Puoi vederla dopo esserti iscritto al gruppo rispondendo alle tre domande iniziali cliccando QUI]

Che cosa vuol dire aver paura di sbagliare nella scrittura? 

Milioni e milioni di cose.
Significa in primo luogo aver paura di sbagliare a livello grammaticale e ortografico, con refusi, ripetizioni, virgole messe al posto sbagliato.
Spesso quando scriviamo una storia o un racconto, abbiamo paura di sottoporlo al giudizio altrui, oppure preferiamo tenerlo chiuso in un cassetto, anziché tentare strade più ardue verso la pubblicazione in e-book o formato cartaceo.
Questa prima paura di sbagliare è deleteria, svilente e nociva, perché come una zavorra ci spinge a terra e ci impedisce di spiccare il volo. 

Che cosa si può fare per superare la paura di sbagliare a scrivere?

Innanzitutto puoi leggere un buon manuale di grammatica o le moltissime risorse gratuite oggi disponibili sul web, che insegnano a scrivere bene dal punto di vista stilistico e ortografico. 
Ecco due delle mie guide che possono fare al caso tuo:

Se ti senti ancora troppo insicuro e diffidi della tua capacità di giudizio sul tuo scritto, puoi affidarti a un servizio di editing professionale
Un professionista leggerà per te il manoscritto o il racconto inedito che vuoi migliorare, smussare nei suoi punti più spigolosi e confezionare perfettamente per la pubblicazione. 
Ovviamente tutto ciò avrà un costo, ma è giusto retribuire adeguatamente chiunque metta a disposizione le proprie competenze, capacità e conoscenze. 

Una paura di sbagliare più subdola: il perfezionismo

Sono convinta che il perfezionismo non sia altro che l’altra faccia della paura. Chi mi segue sa che non amo molto i concetti di perfezionismo, produttività et similia. Non li amo perché credo che spesso se ne abusi e si usino a sproposito. 

Se ti interessa l’argomento, ne parlo meglio in questo POST

Tuttavia, negli ultimi tempi, mi sono ritrovata molto nelle parole lette o sentite sul web, testimonianze da parte di chi sente di essere stato, o essere ancora, bloccato dalla propria mania di controllo e perfezione in ogni minimo dettaglio. 

Un parere molto competente e professionale è quello di Silvia Pasqualini, psicologa e coach del canale “Il corpo e la mente“. Puoi vedere il video dedicato QUI

Poi, qualche tempo fa, ho provato sulla mia pelle la paura di sbagliare: ho consegnato un articolo e, per la prima volta, il cliente non lo ha giudicato conforme alle sue aspettative. Quello che si aspettava era un tono diverso, un diverso approccio all’argomento trattato.
Potremmo dire che “può succedere“, che “non fa niente“, che “la prossima volta farai meglio“.
Niente era compromesso; avrei soltanto dovuto riscrivere l’articolo in questione cercando di centrare meglio l’obiettivo.
E allora perché mi sentivo così triste e abbattuta? 
Dopo tanti riscontri positivi, poteva bastare un solo giudizio negativo a scoraggiarmi e farmi vacillare? La risposta è sì.

Sì, per chiunque viva costantemente la paura di sbagliare nella scrittura come la paura di veder crollare tutta l’immagine positiva che gli altri hanno di noi. 

Nella mente scatta un meccanismo che ci fa pensare: 

Giudizio negativo sulla scrittura = Giudizio negativo su di noi

Oppure, per dirla in maniera spicciola: 

Hanno detto che il mio articolo non va bene = Faccio schifo nel lavoro e nella vita, non valgo niente, non sono capace neanche di fare quello che faccio da sempre

Inutile dire che questo atteggiamento, di cui io stessa a volte sono vittima, è deleterio per se stessi e rischia di sortire l’effetto opposto rispetto a quello che vogliamo ottenere. 
Che cosa intendo dire? Voglio dire che, se continuiamo a svilirci e non credere nelle nostre capacità, finiremo davvero per avere i risultati negativi che tanto temiamo.
Si chiama effetto Pigmalione, e confido di parlarne meglio in un futuro post.

Come ho superato la mia paura di sbagliare nella scrittura? 

La risposta è semplice: scrivendo.
Come chi cade, si rialza e va avanti, anche chi scrive non deve demordere, non deve gettare la spugna davanti a un “no” o un giudizio non proprio positivo.
Cadere è naturale, fa parte della nostra natura imperfetta di esseri umani.

Ne ho parlato sotto forma di racconto in “Prometeo“. Se non lo avete letto, potete trovarlo nella sezione Inediti del blog. 

Di fronte a una critica (purché sia costruttiva) non serve a niente assumere un atteggiamento di stizza, sentirci feriti nell’orgoglio, né tanto meno prenderla come un’offesa personale.
Chi giudica un testo scritto non sta dando un giudizio sullo scrittore.

Spesso si è portati a sentirci tutt’uno con i testi che, con fatica e soddisfazione, diamo alla luce con mente e cuore, ma sarebbe sbagliato difendere sempre a spada tratta la nostra creatura.
Sarebbe un po’ come quei genitori che difendono sempre categoricamente i propri figli, anche di fronte all’errore più biasimevole.

A che cosa serve? Dove ci potrà condurre un atteggiamento così chiuso e ostinato?

Superare la paura di sbagliare non significa negare la validità della critica, né, viceversa, rinunciare per sempre a scrivere per timore.
Partendo dal presupposto che qualcuno che critica ci sarà sempre, l’obiettivo è quello di imparare a giudicarci in maniera più obiettiva e consapevole possibile.
Ammettere i propri errori, ma allo stesso tempo credere nelle nostre capacità, perché crederci è la sola chiave per coltivarle e migliorare. 

Spesso nella vita non sappiamo quale sia la domanda, ma scrivere resta sempre e comunque la migliore risposta.


In questo VIDEO ho parlato della paura di sbagliare e iniziare un progetto che ci sta a cuore. 
Se ti avanzano 10 minuti, scrivimi cosa ne pensi e che cosa ti blocca o ti ha bloccato dal cominciare una nuova avventura.

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Alessia Pellegrini

Studentessa di lettere e coltivatrice di sogni. Li annaffio, li nutro e mi addormento con loro alla sera. In questo spazio parlo delle mie passioni, in particolare di scrittura creativa e scrittura per il web. Amo imparare, sperimentare e crescere, pur rimanendo sempre un po' bambina.

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