Revisionare, riscrivere, ripensar(ci). 
revisionare un testo come e perché

Riflessioni sul revisionare, riscrivere e ripensare il proprio scritto

Ottobre, gli alberi che arrossiscono e io che revisiono i miei racconti. Potete immaginarmi con i capelli legati in una coda di cavallo, alla mia destra un caffè al ginseng e di sottofondo il ticchettare del pc e il rimbombo dei passi dei vicini nell’appartamento sopra di me. Colonna sonora di una neo-scrittrice che, dopo la fase creativa, indossa i panni della critica di sé e rimette mano ai propri racconti, in vista della tanto attesa pubblicazione.
Ah sì, che dolceamara occupazione. Mano a mano che procedo, nel pratico e nel teorico, grazie alla lettura di manuali specifici e riflessioni di editor e scrittori più navigati, mi rendo conto di tante cose che inizialmente mi erano sfuggite.

Ho raccolto le tre principali e voglio raccontarvele qui. Mettetevi comodi e lasciatevi avvolgere dal profumo di ginseng.

Ciò che ho imparato (a mie spese) sulla revisione del proprio testo

1. Imparare a lasciare andare

A volte dobbiamo imparare a rinunciare a una frase troppo articolata, o alla tentazione di fare i puntigliosi su un concetto che funziona meglio se espresso in modo più conciso. La frase perfetta può giungere dopo altre dieci da scartare. Non sbagliate, non vergognose, soltanto i gradini necessari per giungere alla soluzione ottimale, a cui non saremmo mai arrivati senza.

Primo insegnamento: imparare a lasciare andare ciò che abbiamo scritto, per riscriverlo meglio.

2. Fare ordine nel caos

Dopo essersi lasciati trasportare dal flusso impetuoso della forza creativa, è tempo di sedersi a tavolino con raziocinio e metodo. Esternarsi dalle emozioni e analizzare ciò che abbiamo scritto con occhio critico, limando, aggiustando, eliminando e riscrivendo.

Lezione n° 2: il cervello è parte integrante di una storia ben riuscita. Non si (ri)scrive di solo cuore.

3. La revisione rende il testo meno… “mio”?

Sì e no. Certamente è qualcosa di altro da me, perché non segue più lo stesso caotico cantare della mia emotività. Però si tratta di un’onda raccolta in un ciondolo e posta intorno al collo di ogni nuovo possibile lettore. L’onda intera non può starci, ma il ciondolo fa comunque la sua figura.

Lezione n°3: questo è il prezzo da pagare per portarsi un po’ di oceano appresso.

Ho deciso che è un prezzo che sono disposta a pagare, e voi?

 


La revisione di cui parlo riguarda i racconti della mia raccolta “Limina. Storie che violano il confine“, prossimamente disponibile su Amazon.
Vi terrò aggiornati su tutti gli sviluppi. Sul mio profilo Instagram condivido il mio diario quotidiano e vi porto con me in questa meravigliosa avventura di scrittura. Vi aspetto.

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